martedì 13 ottobre 2009

ancora bibliografia

Bibliografia sul linguaggio sessuato

http://www.cdsdonnecagliari.it/?Title=Bibliografia-sul-linguaggio-sessuato&PID=76
BERRETTA Monica, “Per una retorica popolare del linguaggio femminile, ovvero: la lingua delle donne come costruzione sociale”, in F. Orletti (a cura di), Comunicare nella vita quotidiana, Il Mulino, Bologna. 1983.
BOCCIA Valeria, Il filo del discorso, in: "Memoria", n. 19-20, 1987, pp. 134-141.
BUZZATI Gabriella, Salvo Anna, Il corpo-parola delle donne, Milano, Raffaello Cortina, 1998
CODOGNOTTO Piera et al. (a cura di), Linguaggio sessuato: soggettività parole pratiche significati contesti, Rete Lilith- FILI, Libreria delle donne, Firenze, 1991
CIXOUS Hélène, Le sexe ou la tete?, sta in : "Le Cahiers du Grif", n.13, 1976, pp. 5-15.
GAIOTTI DE BIASE Paola, Quando il linguaggio diviene ideologico, sta in. "Reti", n.5 (sett-ott), 1990, pp.24-27
GALLI DE’ PARATESI Nora, Le brutte parole. Semantica dell’eufemismo, Giappichelli, Torino, 1964
GHENO, Vera, Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole, Firenze, Effequ, 2019.
IRIGARAY Luce, Speculum. L’altra donna, Milano, Feltrinelli, 1975.
IRIGARAY Luce, Parlare non è mai neutro (1985), Roma, Editori Riuniti, 1991
LEPSCHY Giorgio, Nuovi saggi di linguistica italiana, Bologna, Il Mulino,1989.
MAGLI Ida, “Potere della parola e silenzio delle donne”, in DWF, n. 2, 1976
MAGLI Patrizia, Le donne e i segni, Urbino, Il lavoro editoriale, 1985
MARCATO G., Donna e linguaggio, Atti del convegno internazionale di studi Sappada-Plodu, 1995, Cleup, Padova, 1995
MIZZAU Marina, Eco e Narciso. Parole e silenzi nel conflitto uomo-donna, Boringhieri, Torino, 1979
MURARO Luisa, Maglia e uncinetto: racconto linguistico politico sull'inimicizia tra metafora e metonimia, Milano, Feltrinelli, 1981.
PERROTTA RABISSI Adriana¸ PERUCCI Maria Beatrice (a cura di), Perleparole. Le iniziative a favore dell'informazione e della documentazione delle donne europee, Atti del convegno internazionale del centro di studi storici sul movimento di liberazione della donna in Italia, Utopia, Roma 1988
PERROTTA RABISSI Adriana, PERUCCI Maria Beatrice, Linguaggiodonna. Primo thesaurus di genere in lingua italiana, "Bollettino del Centro di studi storici sul movimento di liberazione della donna in Italia", 1991, 6. Numero monografico.
PERROTTA RABISSI Adriana, Parlare e scrivere senza cancellare uno dei due sessi, in Chiti Eleonora (a cura di), Educare ad essere donne e uomini. Intreccio tra teoria e pratica, Torino, Rosenberg & Sellier, 1998
PERROTTA RABISSI Adriana, Donne di parole, in “Scuola ticinese”, a. XXXII, serie III, gennaio-febbraio 2003, n. 254
ROSSI Rosa, Le parole delle donne, Editori Riuniti, Roma, 1978
SABATINI Alma, Il sessismo nella lingua italiana, Roma, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1987
SPENDER Dale, Man made language, Pandora, 1991
VIOLI Patrizia, L’infinito singolare. Considerazioni sulle differenze sessuali nel linguaggio, Verona, Essedue, 1986.
YAGUELLO Marina, Le parole e le donne, Lerici, Cosenza, 1980
ZAMBONI Chiara, Parole non consumate. Donne e uomini nel linguaggio, Napoli, Liguori, 2001

giovedì 27 agosto 2009

tratto da "La repubblica": Il sessismo linguistico

Su segnalazione di una "cara amica":
un paio di mesi fa su un blog di "repubblica" è scoppiata una discussione sul sessismo nel linguaggio.
La discussione non si è ancora chiusa, siamo felicissime di inserire un link a questa importante discussione: leggete e partecipate!!

IL SESSISMO LINGUISTICO:UN CONTRIBUTO COLLETTIVO AL DIBATTITO
http://linguista.blogautore.repubblica.it/2009/06/08/il-sessismo-linguistico-un-contributo-collettivo-al-dibattito/

Di rientro dalle vacanze in Grecia...

Siamo a Syros, nelle Cicladi: qui una bimba è rappresentata sul cartello "zona pedonale".
Potrebbe essere una notizia carina,
ma perchè anche in Italia, l'unico segnale stradale che ritraeil nostro genere (uscita da scuola) ci disegna bambine tenute per mano
da un
maschietto che ci protegge??

il tuo servizio civile

Pubblichiamo una la mail inviata all'arci, per ora non ci hanno ancora risposto, ci auguriamo che possano farlo presto!

To:
info@arciseviziocivile.it
Sent: Wednesday, July 15, 2009 5:28 PM
Subject: a proposito del vostro volantino e del vostro depliant intitolati "il tuo servizio civile"

Gentili Signore/i,
tutto il volantino e tutto il depliant sono scritti come se vi rivolgeste solamente ai maschi. Es- ...non stare fermo.., per te e per gli altri..., i giovani.. condannati..., la selezione dei giovani.., i candidati.., i volontari...
Vi invitiamo a declinare i prossimi volantini al maschile e al femminile in un uso corretto e sessualmente non discriminante. Per quanto riguarda poi l'uso del singolare maschile per intendere il femminile, si tratta di un errore: non si può dire ad una donna di "non stare fermo".
Fiduciose che recepiate questi suggerimenti per il prossimo materiale di propaganda, vi invitiamo a consultare il nostro blog dove trovate i buoni e i cattivi esempi. Se ci vorrete contattare ne saremo contente.

Il gruppo "Il sessismo nei linguaggi" presso la Casa della Donna di Pisa.
Blog: http//ilsessismonei linguaggi.blogspot.com

lunedì 22 giugno 2009

che cosa cambia?

a volte basta proprio poco, fare notare ad un/a gentile impiegata/o che il modellino ci esclude può far riflettere.

Guarda come si presentava la richiesta prima dell'intervento della nostra amica:



E GUARDA UN PO' LA STESSA DOMANDA DOPO QUALCHE MINUTO!!!

Andiamo alle Poste


Se vai in un ufficio postale e ti danno un modulo da compilare, sei sicura che la tua richiesta è prevista o possibile??

Riesci ad individuare la tua presenza??

piccolo prontuario per l'uso del femminile

tratto dai gruppi di facebook creati da Luciana Tufani
http://apps.facebook.com/causes/275066/37989747?m=8d03ae70
http://apps.facebook.com/causes/256856?m=de0957a2

VI INVITIAMO A ISCRIVERVI NUMEROSE/I!!


Luciana Tufani ha scrittoil 27 aprile 2009 alle 17.22

il femminile come linguaggio di genere

• usare la doppia desinenza e non il neutro-maschile
es: le/gli bambine/i; la/il scrittrice/ore oppure le bambine e i bambini, le scrittrici e gli scrittori, oppure usare l'asterisco finale se cambia solo l'ultima lettera altr*, tutt*

• cercare forme alternative invece del neutro-maschile
es: chi legge invece di il lettore; l’umanità invece di l’uomo

• desinenza in –a (anche più corretta grammaticalmente) invece che in –essa (peggiorativa) o inalterata al maschile
es: sì: sindaca, avvocata, ministra, magistrata, recensora, assessora, architetta, tecnica, ingegnera, critica, medica, chirurga, filosofa, cancelliera, ferroviera, segretaria (nel senso di segretaria di partito), pretora, deputata
no: sindachessa, avvocatessa, ministro, donna ministro, ministro donna
sì: professoressa, dottoressa che ormai sono entrate nell’uso e non hanno più senso peggiorativo

• desinenza in –ice accettabile perché non ha solitamente senso peggiorativo
es: sì: direttrice, scrittrice, ricercatrice, operatrice, rettrice, programmatrice, autrici varie
no: direttore, direttore donna, ricercatore, autori vari
sì/no: direttora e le altre forme in –a che in questo caso risultano un po’ forzate e inutili

• desinenza invariata (parole epicene= femminile e maschile uguali) evidenziare l’articolo femminile
es: sì: la vigile, la presidente, la giudice, la poeta, la soprano, la studente, le studenti, la manager, la leader, la capoufficio, la caposezione, la capoclasse, la sacerdote (sacerdotessa se ci si riferisce all’antichità)
no: la vigilessa, il vigile, il giudice, il soprano
sì/no: la poetessa, la studentessa (si possono usare perché poetessa non sempre ha mantenuto l’originario significato negativo e studentessa è entrato nell’uso comune)

• attenzione ai plurali che limitano
es: “la più grande scrittrice” non fa capire che è “la più grande tra le scrittrici e gli scrittori” e non solo tra le scrittrici

● concordanza al plurale
usare la doppia desinenza tutte/i
oppure usare l'asterisco tutt*
oppure concordare con la maggioranza femminile se sono più donne
oppure concordare con l’ultimo termine dell’elenco

martedì 2 giugno 2009

Segnaletica stradale italiana a Pisa







GUARDIAMOCI INTORNO..

soluzione: andiamo alle Poste

eh no, certamente non è stato previsto che una donzella abbia bisogno della carta!!

La lingua è neutrale rispetto ai sessi?

Pubblichiamo parte di un interessante articolo suggerito da un'amica, per leggerlo in modo completo clicca sul link

La lingua è neutrale rispetto ai sessi?
Alcuni elementi per il concetto di comunicazione sessuata

di Adriana Perrotta Rabissi

Tratto da: Parlare e scrivere senza cancellare uno dei due sessi . In: Educare ad essere donne e uomini: Intreccio tra teoria e pratica. A cura di di Eleonora Chiti. Torino: Rosenberg e Sellier, 1998. [adattato dall'autrice per un'intervento all'Istituto Pedagogico Svizzero, Lugano, novembre 2001]

Molte donne e la maggioranza degli uomini, richiamandosi alla natura convenzionale della lingua, danno per scontato il consenso al codice da parte della comunità delle/dei parlanti, sottovalutandone la portata simbolica e la conseguente necessità della sua sessuazione.

A me interessa sottolineare il fatto che un certo modo di parlare, appreso fin dalla prima infanzia, e, in quanto tale, percepito comunemente come un fatto naturale, e non storicamente determinato, diventa per automatismo un certo modo di pensare che nel nostro caso comporta una svalorizzazione del femminile, inteso come complesso di qualità, caratteristiche psicofisiche, disposizioni, atteggiamenti, comportamenti, aspettative e sentimenti ai quali dovrebbero conformarsi le donne reali secondo i canoni della nostra attuale educazione di genere. Infatti la funzione modellizzante della realtà propria della lingua umana fa sì che le rappresentazioni sociali in essa sedimentate si traducano, a livello del senso comune, in forme obiettive di conoscenza

E' stato opportunamente osservato che il rifiuto di molte e molti ad affrontare questi temi, bollati come irrilevanti, è dovuto piuttosto alla difficoltà di accettare il fatto che non solo noi parliamo una lingua, ma che contemporaneamente siamo parlati da questa e dai pregiudizi inscritti in lei .

Lingua e ordine simbolico La lingua non solo rispecchia l'ordine culturale e sociale in cui viviamo, ma dà forma alla realtà determinando il modo di pensare delle/dei parlanti, perché sono depositate in lei le categorie di percezione e classificazione del nostro mondo interno ed esterno e della nostra relazione con esso.

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