La Coop ci ha risposto

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On martedì 23 novembre 2010 at 15:56:00

Pubblichiamo la risposta della Coop al nostro appello, che potete leggere nel post precedente.

"Gentile socia,
I nostri uffici informatici, tra le modifiche da apportare nella prossima Release, terranno presente le sue osservazioni, sperando che siano di suo gradimento. La ringraziamo per averci scritto.
Cordiali saluti

Ufficio Comunicazione Unicoop Firenze".

Alla Coop

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On mercoledì 17 novembre 2010 at 22:53:00


Continua la nostra azione per il diffondersi dell’uso di un linguaggio non sessista anche nel commercio. Tempo fa abbiamo segnalato alla direzione dell’Esselunga (catena di supermercati) che nel loro Prontospesa (una macchinetta per agevolare le compere) appariva sia per donne che per uomini la scritta BenvenutO. La scritta è stata modificata in Buonaspesa (la documentazione con le foto è nel nostro blog). Ora proponiamo la stessa iniziativa alla catena di distribuzione COOP perché sulla sua macchinetta Salvatempo compare la scritta BenvenutO sia per donne che per uomini.

Perché ci sembra importante questo genere di azioni? Perché scrivere BenvenutO signora Lucia..è uno dei tanti quotidiani modi di fare un errore di grammatica e di “occultare” la nostra presenza persino in ambiti come i supermercati dove, non esistendo la pari opportunità delle incombenze domestiche, siamo quotidianamente molto presenti. Questo genere di intervento fa parte della nostra pratica di “Aguzzare la vista” dinnanzi ai linguaggi sessisti, titolo anche della nostra mostra tenutasi a Pisa alla Casa della Donna a maggio 2010.

Testo della lettera inviata alla coop ad ottobre 2010

Alla direzione della COOP di Pisa

Gentile direzione, la scritta che appare sul vostro Salvatempo sia per noi donne che per gli uomini è BenvenutO. Vi invitiamo a modificare tale scritta per esempio in Buonaspesa come hanno già fatto, dopo nostra segnalazione, altri Supermercati. Conosciamo da sempre l’attenzione che riservate ai temi della democrazia e del rispetto dei diritti umani in tutti i loro aspetti e vi chiediamo pertanto, nel rispetto della Costituzione, dell’identità di genere e della grammatica italiana di apportare tale modifica. Vi ricordiamo in questa circostanza che vi abbiamo invitati a cambiare anche la scritta sociO sulla vostra tessera sia di donne che di uomini. Tutta la documentazione con le auspicate variazione viene inserita nel nostro blog ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com.

Fiduciose di una vostra sollecita risposta porgiamo saluti.

La Breviaria della nuova lingua italiana

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , , , , | Posted On martedì 16 novembre 2010 at 16:09:00

Un po’ per scherzo, un po’ sul serio, abbiamo cominciata la raccolta di parole e modi di dire “tradotti” dalla vecchia lingua patriarcale nella nuova lingua non sessista. Questa raccolta l’abbiamo intitolata La Breviaria della nuova lingua italiana. Vi invitiamo tutte e tutti a contribuire a questa raccolta.

La Breviaria della nuova lingua italiana

Vecchia lingua… …Nuova lingua

1. I figli (quando sono femmine e maschi)… …La prole

2. Gli ascoltatori… …Chi ci sta ascoltando, chi è in ascolto

3. Procedere a passo d’uomo… …Procedere lentamente

4. La fratellanza (quando è mista)… …La solidarietà(quando è mista) …La sorellanza (quando è tra sole donne)

5. Diritti d’Autore… …Diritti di copia/riproduzione

6. In costume adamitico… …Senza indumenti, senza vestiti

7. Maria e Carlo oggi Sposi… …Maria e Carlo oggi si sposano

8. Signore e Signori benvenuti… …Diamo il benvenuto alle Signore e ai Signori

9. Omicidio (uccisione di un uomo per opera di un altro uomo, da www. etimo.it)… …Femminicidio (uccisione di una donna, si tratta di un termine già usato)

10. I Dini… …La famiglia Dini (se sono femmine e maschi)

11. Il ministro Bianchi (se è una donna)… …La ministra Bianchi

12. La Bianchi ha scritto… …Bianchi ha scritto

13. Libri per bambini… …Libri per l’infanzia

14. Libri per ragazzi… …Libri per l’infanzia

15. Biblioteca dei Ragazzi… …Biblioteca per l’infanzia

16. Parco giochi per bambini… …Parco giochi per l’infanzia

17. Aspettare un bambino… …Essere incinta

18. Aspettare un figlio… …Essere in stato interessante

19. Con animo virile… …Con fermezza

20. Effeminato… …Lezioso

21. Figlio/a di una mignotta… …Infame, disonesto/a

22. Fratricida (donna o uomo che ha ucciso una sorella… …Che ha uccisa una sorella…………

23.Guerre, lotte fratricide… …Guerre civili

24.Suffragio universale (quando votano solo i maschi)… …Suffragio maschile

25.Ragazzi (comprende femmine e maschi)… …Gioventù

26.Ragazzi di vita (la regola del maschile che ingloba qui non vale, non sono comprese le prostitute)…

27.Il seme dell’uomo… …Gli spermatozoi (lo Spermatozoo non è un seme, non contiene infatti come i semi tutto il corredo cromosomico ma soltanto una metà. L’altra metà la porta l’Ovulo)

28.Inseminazione artificiale… …Fecondazione artificiale

29.Carta dei diritti dell’uomo… …Carta dei diritti delle persone

30.Patria (luogo dei padri)… …Nazione. Paese. Il proprio paese. Stato

31.Patria potestà… …Potestà genitoriale

32.Tirare la cinghia… …Fare economia, essere in ristrettezze economiche

33.Malattie veneree… …Malattie da contagio sessuale. Malattie degli organi genitali

34.Stravaccarsi… …Sedersi scompostamente (non esiste Strabuoiarsi come se i buoi fossero più composti)

...e se cambiassimo la carta d'identità??

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: | Posted On martedì 22 giugno 2010 at 19:54:00


Progettiamo un'azione per far cambiare le diciture al maschile della carta d'identità cartacea.

Hai mai notato che scrivono "nato" e firma "del" titolare?

Perchè non chiedere che vengano utilizzate forme inclusive?

Alla Direzione della COOP

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On lunedì 21 giugno 2010 at 20:21:00

abbiamo scritto alla direzione della coop, pubblichiamo la nostra mail, sperando che la coop si dimostri sensibile anche su questo argomento come su tanti altri:
Il linguaggio come sa bene chi ha a che fare con la comunicazione nel commercio è molto importante; non è neutro ma veicola il pensiero per cui un suo uso corretto è fondamentale.

La vostra tessera associaiva sia per noi donne che per gli uomini porta la scritta " Socio "e dietro la scritta "Firma del Socio ," sotto ancora "Socio dal ...".
Tutta la vostra pubblicità sia nel bollettino che nel materiale sporadico come volantini, depliant etc. è tutta esclusivamente rivolta al maschile: caro socio, cari soci, abbonati, bambini, consumatori etc.

Scrivere socio al singolare riguardo ad una donna è un errore di grammatica; scrivere soci, abbonati, consumatori etc. intendendo sia donne che uomini è, polticamente scorretto, come si usa dire da qualche tempo, non rispettoso del linguaggio di genere, discriminante e sessista.

Consapevoli dell'attenzione che avete sempre mostrato nei confronti dei diritti della vostra clientela e fiduciose di essere riuscite a spiegare l'importanza del linguaggio, vi invitiamo a modificare la scritta sulla tessera in Socio/a dovunque compaia e a modificare il linguaggio del materiale informativo come già fatto da altre associazioni.

Abbiamo un blog nel quale inseriamo i "cattivi esempi" in attesa di poterli trasferire tra i " buoni esempi",
Cordiali saluti.
Gruppo " Il sessismo nei linguaggi" di Pisa
visita il nostro blog: http://ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com/

L'ESSELUNGA CI HA ASCOLTATE!!!

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On domenica 20 giugno 2010 at 20:42:00

Abbiamo scritto all'esselunga chiedendo che modificasse il messaggio di saluto sullo strumento salvatempo e... guarda un pò!!!

PRIMA DOPO

UDITE UDITE!!! 28/05/2010 PISA

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On sabato 8 maggio 2010 at 23:18:00

Venerdì 28/05 alle 17.30 siamo felicissime di ospitare alla Casa della Donna di Pisa Guiliana Giusti, linguista dell'Università di Cà Foscari e esperta sul sessismo nel linguaggio.

Scaricate e volantinate il nostro invito e partecipate numerosisssssime e numerosissimi!!!

Che genere di linguaggio -Ferrara 09/04/2010

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On giovedì 29 aprile 2010 at 14:31:00

Il 09 Aprile si è svolto a Ferrara un incontro sul linguaggio.
Pubblichiamo l'intervento di Luciana Tufani, promotrice dell'incontro e editrice (www.tufani.net)
tratto da:
profilo FB di Luciana Tufani
gruppo FB "Genere Lingua e politiche linguistiche"


In principio era il verbo di Luciana Tufani

Venerdì 9 aprile si è svolto nella Sala Arengo della residenza municipale di Ferrara un incontro dal titolo Che genere di linguaggio, promosso dal Comitato donne elette del Comune in seguito a una mia richiesta. Pubblico qui di seguito il mio intervento. Quando si affronta l’argomento dell’uso, o meglio il non-uso, del femminile nella lingua italiana, che porta alla cancellazione e svalutazione delle donne, la risposta più frequente, anche da parte di donne impegnate politicamente, è: Ma vi sembra un problema? Ci sono problemi più importanti. Non solo è un problema ma addirittura è il problema, quello da cui derivano tutti gli altri. Se è giusto cercare di risolvere i molti e diversi problemi economici e sociali che ci troviamo a dover affrontare ogni giorno, non bisogna però dimenticare che essi sono delle conseguenze di qualcosa d’altro e che, se non si è consapevoli della causa di cui sono gli effetti e non la si affronta, neppure i problemi si risolveranno mai, anzi si ripresenteranno periodicamente con minore o maggiore urgenza. Per chiarire la mia affermazione avrò bisogno di fare un passo indietro: In principio era il verbo. Già questo dovrebbe far capire quanto la parola sia all’origine di tutto, se poi continuiamo nella citazione - In principio era il verbo (…) e il verbo era dio (…) senza di lui niente è stato fatto di ciò che esiste – vediamo che quando la parola diventa parola di dio, diventa legge. I giochi sono stati fatti, la religione conferma e consolida quello che già da tempo è andato costruendosi. Se sostituiamo logos a verbo, possiamo infatti dire: in principio era il logos. Per la filosofia greca il logos è la fonte degli archetipi sulla cui base il mondo viene modellato. Il verbo “leghein”, da cui deriva il sostantivo “logos”, tra i tanti significati ha quelli di raccontare, enumerare, scegliere, nominare. Nominare è il modo in cui le cose vengono fatte esistere. Esiste ciò che è stato nominato. Ma nominare non è solo fare esistere, è anche ordinare, regolare. E mentre ordinare non a caso significa anche dare ordini, regolare significa anche imporre delle regole. Regole e ordini che servono a controllare. Il controllo è passato attraverso la parola. Il linguaggio, così come si è andato strutturando, è stata una delle forme di controllo di ciò che fa paura. Inizialmente paura di ciò che non si capisce perché inspiegabile o imprevedibile come i fenomeni naturali, da quelli atmosferici alla morte. Forme di controllo delle emozioni e delle paure, per mezzo di qualcosa che desse delle spiegazioni razionali, sono state le varie espressioni della cultura che comprendono la filosofia, la scienza, la religione. Tra ciò che non si capisce e che per questo si teme è incluso il diverso da noi. Un noi che, in una società patriarcale come quella greca e quella ebraica da cui derivano il nostro linguaggio e la nostra cultura, sono i maschi che detengono il potere. Diversi sono gli stranierei e diverse per antonomasia sono le donne. Assoggettate dopo il passaggio al patriarcato, sono temibili perché potrebbero ribellarsi e vanno controllate non solo con la violenza ma con la razionalità della cultura e, se serve, con l’irrazionalità di paure instillate ad arte che sostituiscono quelle paure primitive che si volevano combattere (è successo ferocemente in passato e continua a succedere, con una violenza che in questi ultimi tempi sta diventando sempre più incontrollabile). Con questo velocissimo e sintetico richiamo alle origini, per comodità di esposizione estremamente schematico e semplificato, ho voluto mettere in evidenza quello che ho affermato all’inizio: il linguaggio è alla base dei nostri comportamenti. Se il linguaggio che usiamo non ci nomina, ci cancella. Chi non è nominata non esiste. Il linguaggio che usiamo è stato creato contro di noi, a conferma di ciò ricordo che nelle diverse lingue (quasi tutte) chi regola grammaticalmente è il maschile, il femminile rappresenta l’eccezione. Ancora una volta, la diversità Ma, anche usando questo linguaggio che abbiamo ereditato e che ci hanno imposto, è possibile renderlo meno ostile: 1) Conoscendo a fondo la grammatica italiana e usandola correttamente, il femminile diventa meno assente di quanto non sia nell’uso che per pigrizia o per una scelta politica ben precisa è diventato comune 2) Poiché il linguaggio è un organismo vivo che può modificarsi e modificandosi riflettere o contribuire a creare una società, bisogna cercare di usare e diffondere l’uso di termini che rappresentino il femminile in positivo Per questo ho suggerito alla Commissione delle elette – che ha accolto il mio invito – di promuovere una serie di incontri di sensibilizzazione e di informazione sull’uso di quello che per convenzione chiamiamo linguaggio di genere e che è da anni uno degli obiettivi primari del coordinamento dei Centri di documentazione delle donne appartenenti alla Rete Lilith, di cui il Centro Documentazione Donna di Ferrara fa parte fin dalla sua fondazione, e l’obiettivo del gruppo di politiche e studiose che si è di recente costituito, Genere, lingue e politiche linguistiche, e dell’analoga “causa” su facebook Diffusione del linguaggio di genere. Luciana Tufani

corriere della sera: la lettera del giorno 20/03/2010

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: | Posted On mercoledì 28 aprile 2010 at 18:34:00

Riceviamo e pubblichiamo volentieri: e voi che ne pensate??

La lettera del giorno |Sabato 20 Marzo 2010 (Corriere della Sera)

I MESTIERI AL FEMMINILE E LA SCELTA DELLE DONNE
Anni fa il ministero delle Pari opportunità finanziò uno studio linguistico (che ebbe alla fine il brutto titolo di «Il sessismo nella lingua italiana»), opera di linguisti e studiosi accreditati, che dimostrava come l’italiano ­al pari del tedesco, dico io ­abbia la possibilità di creare le forme femminili per tutte le professioni tradizionalmente maschili e spiegava anche come farlo e quali forme siano da evitare perché ironiche o spregiative: le forme in «essa», per intenderci, a parte dottoressa e professoressa, ormai entrate nell’uso comune. Perciò: la presidente, l’avvocata (ricorda il Salve Regina), la soldata ecc. E anche la ministra, sissignori! L’uso delle forme maschili soprattutto per le cariche importanti mi sembra un tranello per le femministe che confondono la parità di diritti con l’uguaglianza: non siamo uguali, per fortuna! Tant’è vero che tutti dicono «il direttore dell’Unità Concita De Gregorio», ma «la direttrice dell’asilo Mariuccia Carla Rossi». Perché? Perché un direttore di giornale è importante e dunque maschile, mentre dirigere un asilo di poppanti è roba da donne, anzi da donnette?

Luciana Tomelleri

Cara Signora, quando Susanna Agnelli fu eletta al Senato, volle essere chiamata senatore, non senatrice. Quando divenne sottosegretario non volle essere chiamata sottosegretaria. E quando fu invitata a dirigere il ministero degli Affari Esteri nel governo Dini del 1995-1996, volle essere ministro, non ministra. Non ho mai assistito a una seduta del Consiglio comunale di Monte Argentario, ma sono sicuro che se qualcuno l’avesse chiamata sindaca o sindachessa, si sarebbe arrabbiata. La sua scelta mi sembrò giusta per due ragioni. In primo luogo perché i nomi dei mestieri e delle professioni sono diventati in molti casi sostanzialmente neutri. In secondo luogo perché certi adattamenti al femminile mi sono sempre sembrati terribilmente cacofonici. Ma vi è nella sua lettera una osservazione che mi è parsa particolarmente interessante. Mentre alcuni mestieri sono stati sempre definiti con un nome maschile, per altri è stato rapidamente coniato anche un nome femminile. Penso a maestra, professoressa, dottoressa, direttrice, ambasciatrice, presidentessa, studentessa, alunna, commessa, segretaria, cassiera, venditrice, cameriera, cuoca, operatrice, infermiera. Non è impossibile quindi creare per ogni mestiere o professione un nome di genere femminile. Ma questo avviene generalmente soprattutto quando la donna è chiamata a svolgere una funzione «femminile». Finché dirige asili, cura malati, serve a tavola, prepara piatti in cucina, insegna agli allievi di una scuola o sta seduta dietro un registratore di cassa, la donna ha diritto a un appellativo femminile. Finché il femminile definisce il suo statuto di moglie, niente vieta l’uso di ambasciatrice o presidentessa. Ma quando la professione ha tradizioni maschili, gli uomini preferiscono che la loro collega venga chiamata notaio, avvocato, amministratore delegato, prefetto, deputato, senatore. E qualche donna, come abbiamo visto nel caso di Susanna Agnelli, sta al gioco. Evidentemente questo non è giusto. Se la regola vale per alcuni mestieri deve valere anche per gli altri. Ma in ultima analisi, cara Signora, la scelta spetta alle donne, le quali, in questo momento, mi sembrano oscillare fra soluzioni diverse. Per quanto mi riguarda io sono pronto a usare la parola che maggiormente risponde ai loro gusti, anche quando offende il mio orecchio. ©
SERGIO ROMANO

un buon esempio a Pisa!!

Pubblicato da il sessismo nei linguaggi | Etichette: , | Posted On at 18:28:00

coltano 2010