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giovedì 21 febbraio 2019

Francobollo "donne in canoa"

Francobollo ufficiale emesso dalle Poste Italiane
Ecco un buon esempio di valorizzazione della presenza femminile in uno sport, nonostante le donne siano attualmente molto meno presenti degli uomini.

Segnaliamo inoltre che la realizzazione del francobollo è stata affidata ad una donna: alla disegnatrice Cristina Bruscaglia

sabato 13 febbraio 2010

sessismo e prosciutti: guardate!!! :-)

Le ed i studenti della professoressa Giuliana Giusti dell'univarsità di Caà Foscari, hanno messo in scena una divertente scenetta! :-) grazie mille!!

Guardate guardate guardate!!!

domenica 10 gennaio 2010

Mi fai male... di Giuliana Giusti, Susanna Regazzoni

edizione cafoscarina: http://www.cafoscarina.it/default2.asp

La violenza contro le donne si estende a tutte le popolazioni, le culture, le classi, le etnie, i livelli di istruzione, di reddito e tutte le fasce di età. Si tratta di un fenomeno che appartiene più alla normalità che alla patologia e riguarda uomini e donne di tutti gli strati sociali e culturali. Si definisce come violenza di genere in quanto legata allo squilibrio esistente nelle relazioni tra i sessi e al desiderio di controllo e di possesso che spesso c’è negli uomini verso le donne.
Nel 2008, in occasione del 25 novembre, giornata internazionale ONU contro la violenza sulle donne e dell’anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, alcuni comitati aderenti alla Conferenza Nazionale dei Comitati Pari Opportunità delle Università italiane hanno promosso iniziative sul tema della violenza nei confronti delle donne. In tal senso, il CPO di Ca’ Foscari ha organizzato il convegno Mi fai male… Contro la violenza alle donne, una rassegna cinematografica e un concorso letterario rivolto alle studentesse e agli studenti dell’Ateneo dallo stesso titolo. Il presente volume della collana “Materiali e Studi”, raccoglie gli atti di quella giornata.

domenica 19 aprile 2009

Dizionario etimologico della lingua italiana.

Accogliendo le indicazioni di una lettrice, riproduciamo la copertina del Dizionario etimologico della lingua italiana di Barbara Colonna.

Come sottolinea la lettrice, alle radici della nostra lingua vengono rappresentati dei 'padri'.

Ci possiamo chiedere, come sarebbe una lingua che avesse avuto delle 'madri'? o, meglio, 'madri E padri'?

In quanti aspetti del linguaggio, secondo voi, si riflette l'eredità di un'origine patriarcale e gerarchica della nostra società?








postato da jc

domenica 5 aprile 2009

L'evoluzione dell'uomo (e della donna?)

Anche il linguaggio scientifico assume il maschile come 'neutro', anche se difficilmente possono essere interpretate come 'neutre' le immagini: prendiamo qui come esempio il termine seguente:



l'evoluzione dell'uomo








Il livello figurativo non fa che esplicitare ciò che vale anche per i termini: il maschile non è un genere neutro.

martedì 4 novembre 2008

Cinema: Il commissario Montalbano



-Catarella.
-Comandi, dottori.
-Ora tu mi rispondi solo 'sì' o 'no', capito?
-Va bene, dottori.
-No, Catare', no! rispondi solo 'sì' o 'no'.
-Sì.
-Allora, dicevamo... è stato trovato un morto?
-Sì e no.
-Come Catare'...'sì' o 'no'?
-Sì e no. Morta fimmina è.


(parafrasi di una telefonata durante l'episodio di lunedì 3 novembre 2008)

sabato 18 ottobre 2008

Cinema: racconti da stoccolma

RACCONTI DA STOCCOLMA

di Anders Nilsson, Svezia 2006 – 133'

con Oldoz Javidi, Lia Boysen

Festival di Berlino 2007

È consolante osservare che ogni tanto, oltre alla consueta produzione disimpegnata, si realizzino anche delle pellicole cariche di contenuto, film di critica e di condanna contro i soprusi che l'uomo subisce o come spesso accade è costretto a subire. Racconti da Stoccolma si può ritenere facente parte di quest'ultima filmografia più "colta", dalla quale si desume un chiaro messaggio culturale. Il tema affrontato da Nilsson è appunto la violenza subita dalle donne. La tematica non è certo una novità, ma le modalità mediante le quali il regista ha voluto rendere fruibile al proprio pubblico questo argomento così complesso risulta in conclusione abbastanza efficace.

Il film si snoda in tre storie molto diverse fra loro ma che, fin dall'inizio, mostrano di avere numerosi punti in comune. Carina è una giornalista in carriera di grande successo che subisce delle violenze fisiche e psicologiche da parte del marito; poi c'è la storia di Leyla, la cui sorella, appartenente a una famiglia immigrata mediorientale, viene punita per la sua condotta considerata poco consona per una ragazza; e infine la vicenda di Aram che gestisce un locale notturno e il cui addetto alla sicurezza viene aggredito. Egli dovrà decidere se testimoniare in tribunale oppure no. Nilsson ha voluto schierarsi in maniera evidente decidendo di esporre, come lui stesso afferma, la violenza «dal punto di vista delle vittime» che scoprono attraverso diverse circostanze di possedere il coraggio e la determinazione per riemergere e per stravolgere lo stato delle cose. In particolar modo, le figure femminili dimostrano di subire nel corso del film un processo di trasformazione ed evoluzione sotto tutti i punti di vista (Lavinia Bassani, Nonsolocinema.com).