sabato 5 febbraio 2022
il cambiamento
lunedì 9 dicembre 2019
Linguaggio sessista e politica
Da tempo stiamo analizzando i vostri comunicati su Pisa, e vi segnaliamo che anche nei vostri comunicati, come in molto del materiale politico diffuso, non è rispettata la parità di genere.Questo è il nostro contributo alla denuncia del linguaggio sessista usato in politica, anche da quelle forze che si dichiarano progressiste.
Vi facciamo un esempio. Voi scrivete: "lavoratori", "cittadini", "bambini", "impiegati" per intendere persone di ambo i sessi. Questo è politicamente scorretto, anche se la lingua italiana patriarcale può considerarlo grammaticamente valido.
Domanda: ma non state dicendo di voler creare un mondo nuovo?
Ma non dite continuamente che la Costituzione italiana non viene applicata?
E voi?
La Costituzione si fa garante anche della parità di genere e invita all'impegno nel rimuovere gli ostacoli che si oppongono alla sua realizzazione.
Continueremo a monitorare i vostri comunicati, con la fiducia in una vostra presa di coscienza del problema.
martedì 28 maggio 2019
Linguaggio sessista
Buongiorno,abbiamo ricevuto dalla vostra newsletter delle informazioni di cui vi alleghiamo una parte.Desidereremmo che in futuro la scritta "RESTA SEMPRE AGGIORNATO" rivolta chiaramente soltanto al maschile fosse cambiata nel rispetto della pluralità dei generi che a Officine Garibaldi fanno riferimento.Questa segnalazione ed eventuali ed augurate vostre risposte verranno inserite nel blog "Il sessismo nei linguaggi", che potete, volendo, consultare.Con fiducia, vi ringraziamo anticipatamente
martedì 30 aprile 2019
Ripresa dopo le vacanze pasquali 2019
Gentile responsabile,
siamo un gruppo di studio e di intervento costituito da donne, il cui scopo è migliorare ed eliminare ogni tipo di linguaggio sessista che discrimini noi donne.Come ben sapete, lo Statuto del Comune di Pisa, da molti anni, prevede di declinare al femminile TUTTE le cariche delle donne impiegate in tutte le strutture del Comune e delle aziende partecipate.Vi segnaliamo quindi che l'avviso di pagamento della tassa sui rifiuti del primo trimestre 2019 porta in calce la dicitura "Il funzionario responsabile del tributo Annalisa Dolinich".Nella fiducia che ne prendiate atto e cambiate i prossimi moduli, porgiamo i nostri cordiali saluti.
Questa richiesta e, speriamo, la vostra sollecita risposta, viene inserita nel blog "Il sessismo nei linguaggi"
Le donne del gruppo "Il sessismo nei linguaggi".
martedì 5 marzo 2019
Linguaggio di genere
venerdì 29 gennaio 2016
Alle sindache della provincia di Pisa
N.B: cliccare sopra l'immagine per ingrandire
lunedì 4 maggio 2015
Interazioni in sala parto. Le parole della medicalizzazione
- lo scambio comunicativo (verbale e non verbale) avviene prevalentemente tra il personale, come se la partoriente non ci fosse: parlano di lei, in sua presenza, usando la terza persona e il verbo volto al passivo per indicare operazioni medico-cliniche che devono eseguire sul suo corpo. Abitualmente non si assumono le informazioni sull'andamento del parto dalla stessa donna ma dalla cartella clinica o da altri operatori;
- alle donne vengono date informazioni, consigli e rassicurazioni sbrigative e falsamente tranquillizzanti che non le rendono partecipi di quanto accade. Questo tipo di comunicazione produce una infantilizzazione della donna, verso cui si adotta lo stesso meccanismo che, erroneamente, si adopera con i bambini, dei quali spesso si parla senza rivolgersi direttamente a loro e coniugando il verbo alla terza persona. Gli effetti di questo processo di infantilizzazione portano alla spersonalizzazione e oggettivazione della donna partoriente, il cui corpo può così essere considerato e manipolato come un 'oggetto di lavoro'.
- passivizzare la donna che non è il soggetto cui deve essere applicato un catetere o eseguito un taglio cesareo, ma l'oggetto che deve essere cateterizzato o cesarizzato[6];
- prendere le distanze dal suo corpo, rendendolo un oggetto 'inanimato' di lavoro (come potrebbero esserlo un'automobile, un tavolo, una poltrona …). Così, anche le 'chiacchiere' degli operatori e delle operatrici in presenza della donna, senza coinvolgerla, fanno parte dei medesimi strumenti di difesa dal corpo partoriente.
martedì 11 febbraio 2014
martedì 23 novembre 2010
La Coop ci ha risposto
"Gentile socia,
I nostri uffici informatici, tra le modifiche da apportare nella prossima Release, terranno presente le sue osservazioni, sperando che siano di suo gradimento. La ringraziamo per averci scritto.
Cordiali saluti
Ufficio Comunicazione Unicoop Firenze".
mercoledì 17 novembre 2010
Alla Coop
Continua la nostra azione per il diffondersi dell’uso di un linguaggio non sessista anche nel commercio. Tempo fa abbiamo segnalato alla direzione dell’Esselunga (catena di supermercati) che nel loro Prontospesa (una macchinetta per agevolare le compere) appariva sia per donne che per uomini la scritta BenvenutO. La scritta è stata modificata in Buonaspesa (la documentazione con le foto è nel nostro blog). Ora proponiamo la stessa iniziativa alla catena di distribuzione COOP perché sulla sua macchinetta Salvatempo compare la scritta BenvenutO sia per donne che per uomini.
Perché ci sembra importante questo genere di azioni? Perché scrivere BenvenutO signora Lucia..è uno dei tanti quotidiani modi di fare un errore di grammatica e di “occultare” la nostra presenza persino in ambiti come i supermercati dove, non esistendo la pari opportunità delle incombenze domestiche, siamo quotidianamente molto presenti. Questo genere di intervento fa parte della nostra pratica di “Aguzzare la vista” dinnanzi ai linguaggi sessisti, titolo anche della nostra mostra tenutasi a Pisa alla Casa della Donna a maggio 2010.
Testo della lettera inviata alla coop ad ottobre 2010
Alla direzione della COOP di Pisa
Gentile direzione, la scritta che appare sul vostro Salvatempo sia per noi donne che per gli uomini è BenvenutO. Vi invitiamo a modificare tale scritta per esempio in Buonaspesa come hanno già fatto, dopo nostra segnalazione, altri Supermercati. Conosciamo da sempre l’attenzione che riservate ai temi della democrazia e del rispetto dei diritti umani in tutti i loro aspetti e vi chiediamo pertanto, nel rispetto della Costituzione, dell’identità di genere e della grammatica italiana di apportare tale modifica. Vi ricordiamo in questa circostanza che vi abbiamo invitati a cambiare anche la scritta sociO sulla vostra tessera sia di donne che di uomini. Tutta la documentazione con le auspicate variazione viene inserita nel nostro blog ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com.
Fiduciose di una vostra sollecita risposta porgiamo saluti.
lunedì 21 giugno 2010
Alla Direzione della COOP
La vostra tessera associaiva sia per noi donne che per gli uomini porta la scritta " Socio "e dietro la scritta "Firma del Socio ," sotto ancora "Socio dal ...".
Tutta la vostra pubblicità sia nel bollettino che nel materiale sporadico come volantini, depliant etc. è tutta esclusivamente rivolta al maschile: caro socio, cari soci, abbonati, bambini, consumatori etc.
mercoledì 28 aprile 2010
corriere della sera: la lettera del giorno 20/03/2010
La lettera del giorno |Sabato 20 Marzo 2010 (Corriere della Sera)
I MESTIERI AL FEMMINILE E LA SCELTA DELLE DONNE
Anni fa il ministero delle Pari opportunità finanziò uno studio linguistico (che ebbe alla fine il brutto titolo di «Il sessismo nella lingua italiana»), opera di linguisti e studiosi accreditati, che dimostrava come l’italiano al pari del tedesco, dico io abbia la possibilità di creare le forme femminili per tutte le professioni tradizionalmente maschili e spiegava anche come farlo e quali forme siano da evitare perché ironiche o spregiative: le forme in «essa», per intenderci, a parte dottoressa e professoressa, ormai entrate nell’uso comune. Perciò: la presidente, l’avvocata (ricorda il Salve Regina), la soldata ecc. E anche la ministra, sissignori! L’uso delle forme maschili soprattutto per le cariche importanti mi sembra un tranello per le femministe che confondono la parità di diritti con l’uguaglianza: non siamo uguali, per fortuna! Tant’è vero che tutti dicono «il direttore dell’Unità Concita De Gregorio», ma «la direttrice dell’asilo Mariuccia Carla Rossi». Perché? Perché un direttore di giornale è importante e dunque maschile, mentre dirigere un asilo di poppanti è roba da donne, anzi da donnette?
Luciana Tomelleri
Cara Signora, quando Susanna Agnelli fu eletta al Senato, volle essere chiamata senatore, non senatrice. Quando divenne sottosegretario non volle essere chiamata sottosegretaria. E quando fu invitata a dirigere il ministero degli Affari Esteri nel governo Dini del 1995-1996, volle essere ministro, non ministra. Non ho mai assistito a una seduta del Consiglio comunale di Monte Argentario, ma sono sicuro che se qualcuno l’avesse chiamata sindaca o sindachessa, si sarebbe arrabbiata. La sua scelta mi sembrò giusta per due ragioni. In primo luogo perché i nomi dei mestieri e delle professioni sono diventati in molti casi sostanzialmente neutri. In secondo luogo perché certi adattamenti al femminile mi sono sempre sembrati terribilmente cacofonici. Ma vi è nella sua lettera una osservazione che mi è parsa particolarmente interessante. Mentre alcuni mestieri sono stati sempre definiti con un nome maschile, per altri è stato rapidamente coniato anche un nome femminile. Penso a maestra, professoressa, dottoressa, direttrice, ambasciatrice, presidentessa, studentessa, alunna, commessa, segretaria, cassiera, venditrice, cameriera, cuoca, operatrice, infermiera. Non è impossibile quindi creare per ogni mestiere o professione un nome di genere femminile. Ma questo avviene generalmente soprattutto quando la donna è chiamata a svolgere una funzione «femminile». Finché dirige asili, cura malati, serve a tavola, prepara piatti in cucina, insegna agli allievi di una scuola o sta seduta dietro un registratore di cassa, la donna ha diritto a un appellativo femminile. Finché il femminile definisce il suo statuto di moglie, niente vieta l’uso di ambasciatrice o presidentessa. Ma quando la professione ha tradizioni maschili, gli uomini preferiscono che la loro collega venga chiamata notaio, avvocato, amministratore delegato, prefetto, deputato, senatore. E qualche donna, come abbiamo visto nel caso di Susanna Agnelli, sta al gioco. Evidentemente questo non è giusto. Se la regola vale per alcuni mestieri deve valere anche per gli altri. Ma in ultima analisi, cara Signora, la scelta spetta alle donne, le quali, in questo momento, mi sembrano oscillare fra soluzioni diverse. Per quanto mi riguarda io sono pronto a usare la parola che maggiormente risponde ai loro gusti, anche quando offende il mio orecchio. ©
SERGIO ROMANO
sabato 3 aprile 2010
'Gonne' nei cartelli stradali di una cittadina Spagnola


siamo felicissime di pubblicare l'articolo che racconta questa vittoria.
tratto da: BBC News
'Gonne' nei cartelli stradali di una cittadina Spagnola
BBC News, Fuenlabrada - Lunedì, 4 Dicembre 2006
di Danny Wood
La cittadina di Fuenlabrada, vicina a Madrid, sta facendo nuovi passi avanti nella battaglia per raggiungere la parità tra uomini e donne.
Il consiglio locale sta cambiando la segnaletica stradale della città.
In metà dei segnali stradali in prossimità delle corsie pedonali, quelli che rappresentano una persona che attraversa le strisce, alla figura del pedone è stata aggiunta una gonna e dei capeli lunghi, per simboleggiare la figura di una donna.
Attraversare le strade di Fuenlabrada sarà adesso un'esperienza di parità fra i generi.
"Il fatto che l'immagine di donne appare in una cosa del genere, anche se solo in un cartello stradale, è importante perchè la parità sessuale ha molto a che fare col modo in cui trasmettiamo le informazioni," sostiene Rosalino Guijarro, la consigliera della città a capo di questo progetto.
Una generazione fa
Opinioni contrastanti
I tempi sono drammaticamente cambiati e i segnali stradali della città di Fuenlabrada sono un'altra indicazione di questo cambiamento sociale.
Nelle strade di Fenlabrada ci sono però pareri contrastanti.
Alcuni sostengono di non aver mai pensato che le figure nei cartelli stradali rappresentassero necessariamente dei maschi. Ad altri non piace invece l'idea di stereotipare le femmine rappresentandole mentre vestono una gonna.
Ma la maggior parte degli uomini e delle donne sono sorprendentemente positivi riguardo a questo cambiamento.
"Credo sia una cosa buona, e sicuramente aiuta la parità dei sessi," dice Maria Jose.
Dopo aver lanciato un'occhiata di consenso ad un cartello stradale con la figura di una donna, la diciottenne Sayla commenta: "Certo che è una buona idea! Ci sono troppi pantaloni in quei cartelli !"
Ma questa è
Approccio con cautela Domingo, uno spagnolo tarchiato con baffi cespugliosi e una camicia aperta che mette in mostra un petto villoso e una catena d'oro.
Si dichiara molto lieto di questi nuovi segnali stradali, e dice che tutto ciò viene fatto per migliorare la situazione fra uomini e donne.
"Ha tutto a che fare con il rispetto," sostiene l'uomo.
'Cambiamento profondo'
L'ampio consenso con cui i nuovi segnali stradali son stati accolti in una piccola città - anche da parte degli uomini macho- potrebbe essere un segnale di diverso tipo. E' forse
Come direttrice dell'Istituto Nazionale per le Donne, Rosa Peris ha la responsabilità di suggerire proposte di leggi e progetti per promuovere la parità sessuale.
"Abbiamo avuto due anni e mezzo di profondo cambiamento. Posso dire che non c'è mai stato un tempo durante la nostra moderna democrazia in cui è stato fatto così tanto per promuovere la parità sessuale."
Il Governo ha preparato un'ambiziosa legge per la parità sessuale che punta ad eliminare la discriminazione basata sul genere ad ogni livello della società Spagnola.
Per esempio, obbligando le grosse compagnie private ad iniziare programmi dedicati per aumentare il numero delle donne nel loro staff. E riservando il 40% dei posti in tutti i programmi pubblici di apprendistato alle donne.
C'è già una legge contro la violenza domestica che fa si che le donne che sono vittime di violenza da parte dei compagni maschi abbiano accesso ad un servizio dedicato d'aiuto, e un'assistenza specialistica ad ogni livello governativo.
"Nella battaglia per la parità, sfortunatamente le donne si son sentite molto sole e abbiamo bisogno degli uomini per raggiungere la parità sessuale," ha dichiarato Rosa Peris.
'Donne macho'
Parlando con i giovani uomini, si ha la sensazione che molti di loro siano forti sostenitori della parità sessuale e non si identificano con l'essere dei machi.
Ma Joaquin, un impiegato che lavora a Madrid, dice che non sono solo i maschi, ma anche le femmine, responsabili per l'esistenza di una cultura sciovinista.
"Un sacco di donne boss mettono in mostra un comportamento da 'uomo macho'. Credo che questo significa che il problema non è facile da risolvere. La vera parità sessuale è possibile solo educando i bambini su questi argomenti," dice l'uomo.
[ FONTE: BBC.co.uk ]
Doha - Qatar... è doveroso meditare...

E' difficile commentare questo cartello, vengono in mente un sacco di pensieri contrastanti, tu che ne pensi??
sabato 30 gennaio 2010
...a volte il genere femminile esiste...
Vale la pena riportarlo nel blog perchè a nostro avviso fa sorridere amaramente e riflettere sull'utilizzo del femminile.
Inquietante... :-(
Cortigiano: gentiluomo di corte - Cortigiana: prostituta
Il cubista: artista seguace del cubismo - La cubista: prostituta
Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso - Donna disponibile: prostituta
Segretario particolare: portaborse - Segretaria particolare: prostituta
Uomo di strada: uomo duro - Donna di strada: prostituta
Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare - Passeggiatrice: prostituta
Uomo facile: con cui è facile vivere - Donna facile: prostituta
Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno - Zoccola: prostituta
Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele - Peripatetica: prostituta
Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall'aspetto minaccioso - Donnaccia: prostituta
Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro - Una professionista: prostituta
Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista - Donna pubblica: prostituta
Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore - Intrattenitrice: prostituta
Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni - Adescatrice: prostituta
Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato – Donna senza morale: prostituta
Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport - Donna molto sportiva: prostituta
Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, sconsiderata, ma degna di essere raccontata. – Donna con un passato: prostituta
Maiale: animale da fattoria - Maiala: prostituta
Uomo da poco: miserabile, da compatire - Donna da poco: prostituta
Un torello: un uomo molto forte - Una vacca: una prostituta
Accompagnatore: pianista che suona la base musicale - Accompagnatrice: prostituta
Uomo di malaffare: birbante, disonesto - Donna di malaffare: prostituta
Prezzolato: sicario - Prezzolata: prostituta
Buon uomo: probo, onesto - Buona donna: prostituta
Uomo allegro: un buontempone - Donna allegra: prostituta
Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo - Donnina: prostituta