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domenica 26 dicembre 2021

FESTIVITA' 2021/2022

Eccoci a salutare un anno difficile che se ne va e ad accogliere un anno tutto nuovo che speriamo portatore di cose buone.
Abbiamo NONOSTANTE TUTTO continuato ad aggiungere qualche intervento al nostro blog e soprattutto a diffonderne l'esistenza. Questo blog consultato con pazienza è un archivio prezioso formato nel giro di circa 10 anni,

Ultima segnalazione di BUONI ESEMPI 2021.

l'emittente radio Rete Toscana Classica (93.100 fm) per queste festività ha diffuso a varie voci gli auguri rivolti alle ascoltatrici e agli ascoltatori, cosa che prima non aveva mai fatto.. Bene. Chi la ascolta potrà magari copiare e a usare a poco un linguaggio più rispettoso dei due  generi. Auguri.

domenica 28 novembre 2021

BUONI ESEMPI/2

 pagine di un libro di testo delle primarie (Fabbri Editore) 😃

 



 


BUONI ESEMPI /1

 La porta di una scuola elementare in provincia di Firenze 😀




 

 

giovedì 4 marzo 2021

l'abbiamo corretta!

 Ricordate (post precedente) la pagina wikipedia della sen. Silvana Pisa al maschile?

l'abbiamo fatta correggere:


 
impariamo a rendere wikipedia meno sessista!

 

domenica 14 febbraio 2021

una buona notizia!

 

Promuovere le pari opportunità attraverso il linguaggio, ARPA Sicilia adotta le linee guida

Nel mese di gennaio ARPA Sicilia ha adottato le “Linee guida per l’utilizzo di un linguaggio rispettoso dell’identità di genere”. L’obiettivo delle linee guida è promuovere l’eliminazione degli stereotipi e delle discriminazioni linguistiche basate sul genere, anche negli ambiti istituzionali, fungendo da indirizzo nella redazione degli atti e nella comunicazione esterna. L’adozione di Linee Guida per l’utilizzo di un lessico rispettoso dell’identità di genere nella comunicazione e negli atti di ARPA Sicilia è prevista nell’ambito del Piano delle Azioni Positive per il personale dell’Agenzia del triennio 2020/2022.

Le scelte operate nel documento seguono sia le indicazioni nazionali di cui alla Direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica 23 maggio 2007 “Misure per attuare parità e pari opportunità tra uomini e donne nelle Amministrazioni pubbliche” che quelle europee, contenute nella Direttiva UE/54/2006 e nelle linee guida “La neutralità di genere nel Parlamento Europeo” del 2008, in cui  si raccomanda di “evitare l’uso di termini che, in quanto implichino la superiorità di un sesso sull’altro ,possono avere connotazione di parzialità, discriminazione o deminutio capitis”.

da:
https://www.arpa.sicilia.it/promuovere-le-pari-opportunita-anche-attraverso-il-linguaggio-arpa-sicilia-adotta-le-linee-guida/

 



...anche l'Agenzia delle Entrate nel proprio piano triennale delle azioni positive!

 

 https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/216386/Piano+triennale+di+azioni+positive+2018+2020_2.+PAP+DELL%27AGENZIA+DELLE+ENTRATE+per+la+pubblicazione.pdf/c6614194-ae33-75e5-b6b8-1a3f825d6e52

 

https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/216386/Piano+triennale+di+azioni+positive+2018+2020_2.+PAP+DELL%27AGENZIA+DELLE+ENTRATE+per+la+pubblicazione.pdf/c6614194-ae33-75e5-b6b8-1a3f825d6e52

venerdì 9 ottobre 2020

SALUTI CHE FANNO BENE

Claudio Martini, uno dei conduttori della emittente Rete Toscana Classica, ora saluta con Un saluto a tutte  e a tutti. 

Questo cambiamento è dovuto anche alle nostre segnalazioni?

Pensiamo di sì. A poco a poco...

sabato 3 ottobre 2020

il BENVENUTO del computer...

Riceviamo da una nostra lettrice la seguente segnalazione:


All'avvio del nostro computer appariva la scritta BENVENUTO MATILDE (io mi chiamo Matilde)...

questa ingiustizia era stata più volte segnalata, ora dopo gli ultimi aggiornamenti di Windows 10 questa è la nuova schermata finalmente non sessista.



Ancora una volta invitiamo tutte le donne a segnalare e promuovere piccoli passi laddove sia possibile.

una nostra iniziativa: piccoli passi verso il grande traguardo

Rete Toscana Classica è radio che trasmette 24h su 24h musica classica senza pubblicità. Chi vuole può abbonarsi al loro bollettino mensile in cui sono riportati tutti i programmi.
L'ultima pagina in bianco riportava la scritta NOTE PER L'ASCOLTATORE.
...dal blog abbiamo segnalato questo sessismo e con nostro grande piacere il nuovo bollettino di ottobre porta la semplice scritta NOTE!


domenica 3 maggio 2020

segnalare è utile!


Nel reparto libri dell'Esselunga di Pisa un cartello indicava la zona RAGAZZO dove erano tutti i libri per l'infanzia e per la gioventù.
L'abbiamo segnalato per email al servizio clienti, mandando una foto e "minacciando" di mettere il tutto su questo blog.
Il cartello è sparito.

... piccoli gesti poco impegnativi ma utili. Provate anche voi ogni volta a segnalare le scritte, la pubblicità, i linguaggi discriminanti.
Più siamo meglio è. Buon lavoro.
Con fiducia.🔆

domenica 5 gennaio 2020

primo successo del 2020

Ristretti orizzonti,  periodico di informazione e cultura del carcere due Due Palazzi di Padova, anche online, scriveva solo al maschile (amici, detenuti, soci ecc).

Dopo la nostra mail di segnalazione ora scrive con linguaggio rispettoso dei due generi :-)

Grazie Ornella Favero (direttrice del giornale)!




05b.jpg


domenica 6 ottobre 2019

Madri della patria

notizia di marzo 2018: nove rotatorie nella città di Lucca sono intitolate ad altrettante donne della Costituente.
Fu proprio il Presidente della Repubblica Mattarella a chiamare "madre della patria" la costituente Maria Eletta Martini, durante una sua visita a Lucca nel 2017.
Chi sono le Madri? leggiamo nell'articolo (https://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2018/02/28/news/intitolate-nove-rotatorie-1.16536282): Maria Eletta Martini, parlamentare lucchese della Dc, tra le principali artefici del nuovo diritto di famiglia; Teresa Noce, del Pci, parlamentare torinese ricordata per il suo grande impegno a favore delle donne e dei bambini. Angela Gotelli (Dc), parmense che tra le tante, in accordo con Nilde Iotti, sostenne con forza il diritto delle donne di accedere agli alti gradi della magistratura. Teresa Mattei (Pci), la più giovane deputata della Costituente, fondatrice dei Gruppi di Difesa della Donna: Nilde Iotti, che si batté per la parità dei coniugi, del riconoscimento dei diritti dei figli nati fuori dal matrimonio e delle famiglie di fatto. Angelina Merlin (Psi), antifascista e tra le fondatrici dell’Udi, prima senatrice della Repubblica, e artefice della legge del 1958 che abolì le “case chiuse” in Italia. Angela Guidi Cingolani (Dc), fondatrice dell’Azione cattolica femminile e del Movimento femminile Dc; Maria De Unterrichter Jervolino (Dc), studiosa, sottosegretaria alla Pubblica Istruzione in tre diversi governi, sempre attiva per donne e bambini. infine, la presidente del Centro Italiano Femminile, studiosa e giornalista Maria Agamben Federici (Dc).

giovedì 3 ottobre 2019

ricercatrici

Per la prima volta, ci siamo anche noi donne!


mercoledì 1 maggio 2019

Linguaggio di genere nella politica spagnola

Il partito spagnolo Podemos (Possiamo) ha adottato come slogan elettorale "UnidAs podemos", cioè "UnitE possiamo", in aperta sfida al linguaggio di genere, sfida su cui si è mostrato molto impegnato da anni.

martedì 5 marzo 2019

Linguaggio di genere


Pubblichiamo, per ora soltanto in francese, questo importante documento dell'Académie Francaise sui nomi dei mestieri declinati al femminile.
A breve ne pubblicheremo la traduzione.

Massivement voté par les «immortels», un texte préconise de valider les usages d'«auteure» ou de «cheffe». «Libération» décrypte cette petite révolution.

Féminisation des noms de métiers : que dit exactement le rapport de l'Académie?
Une majorité écrasante : le rapport sur la féminisation des noms de métier a été adopté jeudi par l’Académie française avec seulement deux voix contre. Le document (consultable ici) avait été rédigé par une commission présidée par l’historien Gabriel de Broglie (87 ans) et composée de la romancière et essayiste Danièle Sallenave, du poète d’origine britannique Michael Edwards et de l’écrivaine et biographe Dominique Bona. (à lire aussi) Notre interview de Dominique Bona. Cette adoption est une petite révolution pour l’institution, réputée très frileuse sur ces questions. Dans les années 90, elle s’était notamment insurgée contre les emplois de «la ministre» ou «la députée»Libération a lu le document voté cette semaine.
Un texte non contraignant
Il faut d’abord rappeler que vous ne risquez pas de voir débarquer la police si vous contrevenez aux recommandations de l’Académie française (et ses membres ne sont d’ailleurs pas habilités à se servir de leur épée). Le rôle de l’institution fondée en 1634 est simplement de donner un avis non contraignant.
En outre, sur cette question où elle est maintes fois passée pour une ringarde, l’Académie a décidé cette fois de ne pas proposer une bonne façon de parler, mais seulement d’observer comment les locuteurs du français le faisaient. «Il convient de laisser aux pratiques qui assurent la vitalité de la langue le soin de trancher», explique le document. En clair : c’est vous et moi qui faisons la langue, pas les «immortels».
Une révolution
L’Académie a donc regardé à la loupe nos pratiques, et sa conclusion est sans appel : «Il n’existe aucun obstacle de principe à la féminisation des noms de métiers et de professions.» Mieux, cette féminisation «relève d’une évolution naturelle de la langue, constamment observée depuis le Moyen Âge» où la langue française acceptait d’ailleurs déjà «inventeure», «chirurgienne» ou «commandante»…
Une période de transition
La France traverse une «instabilité linguistique», note le rapport de l’Académie. C’est-à-dire que les évolutions de la place des femmes dans la société sont encore en cours et nous tentons d’adapter notre façon de parler quasiment en direct. «Les tentatives de modification des usages restent hésitantes et incertaines, sans qu’une tendance générale se dégage», écrivent les auteurs. Des féminisations différentes d’un même mot coexistent donc et il faudra encore quelques années pour trancher.
Au féminin, on ajoute un «e»
Restent des constantes : en français, pour féminiser on ajoute un «e» à la fin des mots. Ainsi, l’Académie valide les usages d'«artisane», «experte», «croupière», «principale», «plantonne», «maçonne», «mécanicienne», «jardinière» ou encore «cheminote»… «Et si les Français décidaient de porter une femme à la présidence de la République, on voit mal quelle raison pourrait s’opposer à l’emploi de la forme féminine "présidente", attestée dès le XVsiècle.»
«-eure» ou «-euse» ?
Autre usage validé : on décline les mots en «-euse» lorsqu’un verbe correspond au nom. «On a ainsi "une carreleuse", "une contrôleuse", "une entraîneuse", tirés des verbes "carreler", "contrôler", "entraîner"».
Quand on ne décline pas ainsi, les Français ont tendance à ajouter un «e» aux mots qui finissent en «-eur» (comme dans «professeure»). Les plus conservateurs n’aiment pas du tout cet usage. Mais il «ne constitue pas une menace pour la structure de la langue», rassure l’Académie.
Auteure, autrice ou… authoresse ?
Marguerite Duras a écrit Dix heures et demie du soir en été, d’accord. Qu'est-elle alors ? «Il existe ou il a existé des formes concurrentes, telles que "authoresse" ou "autoresse", "autrice" […] et plus souvent aujourd’hui "auteure"», écrivent les académiciens. Comment choisir ? D’un point de vue de la langue, «autrice» est plus conforme mais «assez faiblement usité», sauf dans le monde universitaire. «Auteure» semble donc en train de gagner cette bataille. «Par ailleurs, s’agissant du féminin du substantif "écrivain", on constate que la forme "écrivaine" se répand dans l’usage sans pour autant s’imposer.» Pour rappel, les académiciens avaient rejeté «écrivaine» parce qu’on entendait «vaine» dans ce mot. «Sans se rendre compte que dans écrivain, on entend aussi "vain"»s’amuse dans l’ExpressMaria Candea, corédactrice de l’Académie contre la langue française : le dossier «féminisation».
Scoop : on dit plus facilement «chef» que «cheffe»
Les académiciens ont étudié le mot «chef» et leurs conclusions (ne) vont (pas) vous étonner. «La langue française a tendance à féminiser faiblement ou pas les noms des métiers (la remarque peut être étendue aux noms de fonctions) placés au sommet de l’échelle sociale.» Eh oui, la langue aussi a son plafond de verre et on accepte bien plus «infirmière» que «chirurgienne».
Sur le mot «chef» lui-même, ont existé «la chef», «chèfe», «chève» (oui oui), «cheffesse» et «cheftaine». «"Cheffe" semble avoir aujourd’hui, dans une certaine mesure, la faveur de l’usage», écrit le rapport sans être véritablement convaincu, non par sa pertinence sémantique, mais par sa forme qui n’appartient pas vraiment au «bon usage».
Parfois la forme existe, mais pas l’usage
Qui dit «chevalière», «officière» ou «commandeure» ? Personne, et pourtant ces formes existent bien dans l’administration française : le Journal officiel les utilise par exemple. Dans le monde judiciaire, le rapport note que les femmes membres du barreau «répugnent encore très largement à être appelées "avocates", bien que cette forme soit reçue de longue date dans l’usage courant et ait été enregistrée par tous les dictionnaires». Même chose pour «bâtonnière» ou «avocate générale». Sur ce point, pas d’avis de l’Académie encore une fois : juste une observation des pratiques.
Tout le monde fait ce qu’il veut
C’est la grande vertu de ce rapport : en attendant que se cristallise telle ou telle forme, continuons de nommer comme on veut (ou peut) les fonctions ou les métiers des femmes. Il n’est donc plus interdit, comme c’était le cas jusqu’alors, de donner du «madame l’académicienne» à une membre de cette institution qui s’offre avec ce rapport un joli dépoussiérage. En revanche, l’Académie n’a pas encore prévu de revenir sur l’anathème portée en octobre 2017 sur l’écriture inclusive, considérée comme rien de moins qu’un «péril mortel».

venerdì 22 febbraio 2019

Catalogo delle biblioteche e discriminazione di genere



Dopo aver verificato che nel catalogo della biblioteca Serantini di Pisa anche le donne vengono nominate come "AUTORI", abbiamo contattato la biblioteca.
Di seguito riportiamo la nostra richiesta e la loro risposta.

Data: Tue, 12 Feb 2019 11:05:00 +0100
Oggetto: segnalazione linguaggio di genere

Buongiorno,
siamo qui a porgere una richiesta: abbiamo constatato che nel catalogo online della vostra biblioteca vengono nominate come "AUTORI" anche le donne.
Vorremmo che chi accede al catalogo, e magari trova del nome soltanto l'iniziale (oppure un nome da cui non si capisca il genere di appartenenza), sia in grado di capire se si tratti di "autrice" o di "autore".
Noi del gruppo Il sessismo nei linguaggi di Pisa stiamo segnalando dovunque sia possibile questa discriminazione sessuale. In voi in particolare, sensibili alla produzione e alla vita di donne femministe, come Mirella Scriboni, e oggi di Emma Goldman, di cui a pochi giorni terrete un importante evento, riponiamo la fiducia che apportiate i cambiamenti che abbiamo segnalato.
Siamo consapevoli che modificare i data base è difficile, ma possibile.
Grazie per l'attenzione che vorrete dedicarci.
Potete eventualmente scrivere una risposta a questo indirizzo di posta elettronica.
I buoni esempi, una volta attuati, vengono da noi inseriti nel blog "Il sessismo nei linguaggi".

Saluti fiduciosi

Le donne del gruppo
RISPOSTA da parte della segreteria della biblioteca:
Date: mar 12 feb 2019 alle ore 17:03
Subject: da Biblioteca F. Serantini segnalazione linguaggio di genere

Salve,
grazie per l'email e per il lavoro che svolgete. Per ciò che attiene il nostro catalogo avevamo già segnalato al gruppo di discussione internazionale su Koha (il software adottato dalla ns. biblioteca) la questione delle "vedette" indicative della responsabilità nelle intestazioni delle schede bibliografiche e le ultime versioni del programma in inglese dovrebbero includere la variazione. Vi segnaliamo che da diversi anni, comunque, nel nostro catalogo l'indicazioni di genere è segnalata nel sottocampo C, quello delle professioni, e da oggi nella scheda in formato Marc è indicato Autore/Autrice (campi intestazioni principali nn. 700, 701 e 702). Al momento attendiamo gli aggiornamenti del software che non gestiamo noi direttamente perché dipende dalla comunità internazionale degli sviluppatori. Ovviamente non è possibile al momento intervenire nel sottocampo C relativamente alle indicazione delle professioni per ciò che attiene le vecchie schede perché questo comporterebbe una mole di lavoro che la nostra biblioteca non è in grado attualmente di supportare dal momento che tutto il ns. lavoro, come potete immaginare, è basato esclusivamente sull'impegno volontario delle/dei ns. collaboratrici/collaboratori. Vi garantiamo, comunque, che ogni qualvolta dobbiamo intervenire su una scheda vecchia dove l'indicazione della professione è messa al maschile, in un'intestazione relativa ad un'autrice, noi provvediamo immediatamente a modificarla.
Questo per ora è tutto, saluti cordiali e buon lavoro
Franco Bertolucci 
Nostra risposta:
Salve,abbiamo ricevuto la vostra risposta. Sapevamo che modificare tutto il materiale (cartaceo e digitale) della biblioteca è un lavoro complesso, costoso e lungo.
Siamo comunque contente di aver verificato il vostro impegno.
Tutta la documentazione della nostra richiesta e della vostra risposta è pubblicata sul nostro blog, all'etichetta "buoni esempi".
Saluti cordiali e buon lavoro 

 Nostro commento all'iniziativa:

Siamo contente che da parte della biblioteca Serantini sia arrivato un impegno a fare tutto quanto è per loro possibile per eliminare la discriminazione di genere attualmente presente nel loro catalogo.
Vogliamo comunque segnalare che tutti i cataloghi delle biblioteche da noi consultati (non solo quella di cui ci stiamo occupando) nominano come "autore" e "illustratore" anche autrici e illustratrici.
Il lavoro del nostro gruppo è stato e continua ad essere svolto anche in questa direzione, segnalando il problema alle biblioteche con cui abbiamo contatti.
Invitiamo le donne che seguono questo blog a promuovere anche loro richieste di modifica qualora verificassero situazioni analoghe.
Soltanto chiedendo, facendo presente, documentando si possono avviare azioni che porteranno ad una più giusta rappresentazione dei due generi.

giovedì 21 febbraio 2019

Francobollo "donne in canoa"

Francobollo ufficiale emesso dalle Poste Italiane
Ecco un buon esempio di valorizzazione della presenza femminile in uno sport, nonostante le donne siano attualmente molto meno presenti degli uomini.

Segnaliamo inoltre che la realizzazione del francobollo è stata affidata ad una donna: alla disegnatrice Cristina Bruscaglia

giovedì 22 novembre 2018

si ragiona già in terza elementare!

questa è una pagina degli esercizi di Italiano in un libro di testo adottato in terza elementare...che ne dite?


venerdì 9 novembre 2018

Scuola Normale: il discorso del rettore

Pubblichiamo qui uno stralcio del discorso tenuto dal rettore Vincenzo Barone della Scuola Normale Superiore di Pisa, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico 2018-2019.
Il discorso che ha destato l'attenzione dell'opinione pubblica perché affronta il tema della parità e disparità di genere anche all'interno dell'istituzione accademica:

Dobbiamo essere un Laboratorio che sperimenta opzioni didattiche e di ricerca, crea nuovi interessi… smuove le acque. Sì, dobbiamo promuovere e incoraggiare discussioni, anche se possono suscitare critiche. Come è successo con il nostro regolamento, primo in Italia, sul reclutamento dei professori (e professoresse) di prima e seconda fascia: a parità di merito, ripeto a parità di merito tra due candidati, si doveva assegnare una preferenza per il genere in netta minoranza al momento dell’assunzione. Non parlammo di uomini e donne, ma di genere in minoranza. Fu una decisione che provocò un vespaio di polemiche: qualcuno addirittura lo tacciò di incostituzionalità, quando invece è la Costituzione che ci chiede di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Dobbiamo riabituarci a questa funzione civica, ciascuno di noi lo deve fare. La Scuola Normale, la Scuola che guarda alle sole discipline di base, quelle su cui viene costruito tutto l’edificio formativo, deve essere, restare, libera, non legata a mode contingenti, non asservita al mercato, ma al progresso della scienza, della cultura, e della coscienza civica dei cittadini.
E torno, insisto, sulla parità di genere. Tra i 76 studenti entrati quest’anno al primo e quarto anno del Corso ordinario, 63 sono ragazzi e solo 13 sono ragazze. Complessivamente il corso ordinario, a dicembre 2017, registrava 233 ragazzi e 61 ragazze. Ecco, io penso che ci sia molto da fare, a partire dall’educazione nelle famiglie, e poi nelle scuole, per sanare una disparità che palesemente non rispecchia le reali capacità degli individui. La Scuola Normale è una montagna, è vero, e il concorso di ammissione è il picco più alto da scalare e che per giunta si affronta subito: ma come si fa a pensare che ci sia un genere naturalmente predisposto ad affrontare simili prove e un genere che invece non è predisposto? Che c’è un genere naturalmente dotato per le scienze e un genere no? Le nostre allieve di Scienze, per quanto poche, dimostrano proprio il contrario, si distinguono in tutto e per tutto come i più numerosi colleghi uomini, e se c’è un Alessio Figalli al Politecnico di Zurigo, sempre al Politecnico di Zurigo c’è una giovanissima matematica, Maria Colombo, fellow ed ex Normalista.
Quindi, dovremmo riflettere sull’esiguo numero di domande che abbiamo in ingresso da parte di studentesse. Il concorso di ammissione si supera avendo intraprendenza: ci vuole un po’ di arditezza nel presentare la candidatura (quest’anno il 70% di domande è arrivato da ragazzi, il 30% da ragazze) ci vuole una buona dose di coraggio, anche di faccia tosta, in sede di esame,  serve non avere timori reverenziali e sapere osare: nell’associare i temi discussi, nel comparare i dati, nell’azzardare ipotesi. Ecco, io penso che queste caratteristiche, che non sono tanto intellettuali quanto sociali, comportamentali, dipendano da retaggi culturali che incoraggiano l’intraprendenza e la sicurezza di sé come doti da coltivare e incoraggiare negli uomini, e non nelle donne. E penso che la nostra società abbia ancora molta strada da compiere, a partire dall’educazione prescolare, nel forgiare l’immaginario infantile e gli orizzonti di attesa dei nostri figli e figlie. Forse qualcosa sta cambiando, forse tra qualche anno le famiglie, le scuole, chi produce intrattenimento, offrirà la stessa libertà di immaginarsi da grande, a bambini e bambine.

Per chi abbia interesse alla lettura integrale del documento rimandiamo alla pubblicazione ufficiale della Scuola Normale.

mercoledì 7 novembre 2018

Un buon esempio di scrittura inclusiva dei due generi




Car@ amich@ compagn@

Mail ricevuta dall'Associazione Italia-Cuba Pisa.

L'uso del simbolo @ è uno dei modi usati per indicare la pluralità di genere.

domenica 21 ottobre 2018

"Normale" misoginia

Pubblichiamo l'intervista a Vincenzo Barone, rettore della storica Normale.
Condividiamo lo sdegno del professore e facciamo notare (con simpatia, in questo caso) il termine da lui usato per la prima docente donna assunta 208 anni dopo la fondazione della Normale.
Siamo certe che, con l'uso, presto verrà per lei come per altre il termine corretto!

https://www.quotidiano.net/cronaca/normale-di-pisa-1.4244738