sabato 25 giugno 2016

I Comuni riconsiderino la toponomastica delle loro città in un'ottica di genere, chiede la Presidente della Camera Laura Boldrini

Una ‘rivoluzione di genere’ nelle nostre strade. E’ quello che ha appena deciso di fare il comune di Formia, intitolando 22 vie e piazze a figure femminili prestigiose. Decisione simile ha preso Catania, che ha stabilito l’equilibrio tra donne e uomini per le nuove intitolazioni.
Il motivo è evidente: solo il 4% di tutte le strade italiane è dedicato alle donne. E il 60% di queste sono figure religiose. E le scienziate? Le letterate? Le artiste? Le donne delle istituzioni? Perché sono assenti nell’intitolazione delle nostre strade? Questo sbilanciamento, secondo l’Associazione italiana di toponomastica femminile, sancisce quanto le donne siano oscurate nei nostri percorsi urbani.
Al termine dell’incontro che si è svolto questa mattina a Montecitorio con Sandro Bartolomeo, che guida il comune laziale, ed Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e primo cittadino del comune etneo, ho lanciato un appello a candidate sindache e candidati sindaci d’Italia perché riconsiderino la toponomastica delle loro città e perché i gesti di Formia o Catania non restino scelte isolate ma diventino buona pratica condivisa.
E’ tempo di dare alle donne ciò che è delle donne!


LAURA BOLDRINI
Presidente Camera Deputati

20 giugno 2016



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