Perché solo donne?
venerdì 2 settembre 2016
giovedì 28 luglio 2016
Bibliolandia e discriminazioni di genere
Gentili Michela Pezzini
e Roberto Cerri,
siamo donne del gruppo
“ Il sessismo nei linguaggi” di Pisa e usufruiamo dell’utile servizio di
Bibliolandia.
Vi segnaliamo che nel
vostro catalogo sia una donna che un uomo vengono indicati come AUTORE,
ILLUSTRATORE, EDITORE.
Non ci sono da
inventare neologismi perché nella lingua italiana da sempre esistono le parole
AUTRICE, ILLUSTRATRICE, EDITRICE.
A chi ci dobbiamo rivolgere perché venga eliminata questa discriminazione?
Il nostro gruppo ha un
blog “ilsessismoneilinguaggi.blogspot.com” nel quale inseriamo questa richiesta
in attesa di poter pubblicare una vostra positiva risposta.
Saluti,
Il gruppo
Pisa, 28/07/2016
A proposito della Carta di identità - lettera alla Sindaca Chiara Appendino
Gentile Sindaca,
Le segnaliamo che la carta di identità cartacea rilasciata
dal Comune di Torino, come da tutti gli altri Comuni italiani è tutta declinata
al maschile, sia per donne che per uomini. Consapevoli che la modifica può
essere effettuata solo dal Ministero degli Interni, ci rivolgiamo a Lei
sperando che possa, con i modi e i tempi che riterrà opportuni, eliminare per
la prima volta in Italia questa evidente discriminazione sessista su un
documento fondamentale come la carta di identità.
Siamo un gruppo di donne di Pisa impegnate nel mettere in
evidenza e possibilmente trasformare tutte le forme di discriminazione sessuale
attraverso il linguaggio. Abbiamo un blog nel quale inseriremo questa nostra
richiesta. Abbiamo fatto questa segnalazione già da tempo attraverso il nostro
blog, senza alcun risultato.
Piene di fiducia, Le auguriamo buon lavoro.
Gradiremmo un cenno di risposta
venerdì 15 luglio 2016
Razzismo? Altro…?
Alcuni
giorni fa un italiano vede a passeggio in una strada della propria città
(Fermo) una coppia: un africano e una africana. Quella vista lo irrita non sa
nemmeno lui bene perché, dirà poi, ma quella vista lo turba, lo manda su tutte
le furie, non ce la fa a stare zitto e urla, rivolto alla donna africana, che è
una scimmia.
Lì
inizia un disastro che le cronache ci hanno illustrato in vario modo.
Aggiungiamo una nostra
riflessione.
L’uomo
italiano poteva rivolgersi all’uomo africano urlandogli “..brutto scimmione,
torna nella foresta, sporco negro..” insomma tutto il repertorio razzista che
ben conosciamo.
Invece
no. L’uomo bianco riconosce nell’uomo nero un appartenente alla stessa specie
umana, non razza, specie. Alla donna no. La donna resta una bestia, una
scimmia, in altri contesti una vacca, una cagna ecc ecc insomma la donna rimane
nel mondo animale. E la rabbia del l’uomo bianco nel dover pensare un proprio
simile, un uomo, anche se di un’altra razza degradato in intimità con un
animale, la donna.
Ecco
questo non lo consideriamo solo un esempio di razzismo, ci vediamo qualcosa in
più che ci sembra i media non abbiano a sufficienza analizzato.
Ora
dappertutto si chiedono se l’Italia sia o no un paese razzista.
Noi sappiamo con sicurezza che
è un paese sessista.
Il
sessismo, la misoginia sono la più antica e diffusa forma di discriminazione.
mercoledì 29 giugno 2016
Focus group alla So.Crem di Pisa
Il
nostro Gruppo “il sessismo nei linguaggi”di Pisa (come risulta documentato in
questo blog) aveva rivolto tempo fa alla SOCREM (società per la cremazione) di Pisa
un invito a riconsiderare le attività della Associazione anche in un’ottica di
genere : modulistica, tessera associativa, statuto eccecc.
Forse
anche grazie alla nostra segnalazione martedì 5 luglio 2016 alle 17.30 nella
sede della SOCREM in via Bargagna 2 a Pisa la professoressa Rita Biancheri del
dipartimento Scienze Politiche dell’Università di Pisa terrà un primo incontro
(per formare un Focus Group) con le socie per “..approfondire..la tematica di
genere, anche in considerazione del fatto che la maggioranza degli/le
iscritte/i alla nostra Società sono donne,”
sabato 25 giugno 2016
I Comuni riconsiderino la toponomastica delle loro città in un'ottica di genere, chiede la Presidente della Camera Laura Boldrini
Una
‘rivoluzione di genere’ nelle nostre strade. E’ quello che ha
appena deciso di fare il comune di Formia, intitolando 22 vie e
piazze a figure femminili prestigiose. Decisione simile ha preso
Catania, che ha stabilito l’equilibrio tra donne e uomini per le
nuove intitolazioni.
Il
motivo è evidente: solo il 4% di tutte le strade italiane è
dedicato alle donne. E il 60% di queste sono figure religiose. E le
scienziate? Le letterate? Le artiste? Le donne delle istituzioni?
Perché sono assenti nell’intitolazione delle nostre strade? Questo
sbilanciamento, secondo l’Associazione italiana di toponomastica
femminile, sancisce quanto le donne siano oscurate nei nostri
percorsi urbani.
Al
termine dell’incontro che si è svolto questa mattina a
Montecitorio con Sandro Bartolomeo, che guida il comune laziale, ed
Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale dell’Anci e primo
cittadino del comune etneo, ho lanciato un appello a candidate
sindache e candidati sindaci d’Italia perché riconsiderino la
toponomastica delle loro città e perché i gesti di Formia o Catania
non restino scelte isolate ma diventino buona pratica condivisa.
E’ tempo di dare alle donne ciò che è delle donne!
E’ tempo di dare alle donne ciò che è delle donne!
LAURA
BOLDRINI
Presidente
Camera Deputati
20
giugno 2016
Come
in tutti gli articoli c'è la possibilità di lasciare un commento
martedì 21 giugno 2016
TITOLI E SINDACHE
-Regola grammaticale: davanti ai cognomi non si mettono articoli né per donne né per uomini .
-Regola: una donna non è un sindaco, ma una SINDACA
domenica 19 giugno 2016
COGNOMI PROPRI, COGNOMI ACQUISITI
Per la prima volta nella storia una donna ha avuta la nomination per l’elezione alla
presidenza degli Stati Uniti d’America. Ora la data si avvicina e tutti i media nazionali ed internazionali
ne parlano. Ma di questa donna non sappiamo il vero cognome. Come si chiamava
questa donna quando è nata? Come si chiamava prima di sposare nel 1975 (ahi
lei!) Bill Clinton? Lei quando firma un atto ufficiale come si firma?
Cosa ci piacerebbe? Che questa donna mettesse nel proprio
programma elettorale una riforma a costo zero. Una legge che stabilisca che le
donne portano il cognome con cui nascono anche quando si sposano,
divorziano, si risposano....
Hillary
Rotham coniugata con Bill Clinton
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