martedì 2 dicembre 2008

Il triste neologismo "femminicidio"

Brano estratto da Corriere della sera, Martedì 2 Dicembre 2008 (p.38)

Femminicidio: una parola che sul vocabolario non c'è, come tante altre parole nate di recente che indicano la divisione di genere.
E' vero che la parola 'Uomo' comprende anche la donna, ma scrivere 'omicidio' quando l'uccisione di un essere femminile per mano di un essere maschile si ripete tanto spesso, è giusto? Ha senso trattare la violenza come anonima e astratta, prescindendo dai generi?
Le statistiche dicono che non è lo stesso visto che ogni due giorni muore una donna per mano di un uomo.

Dacia Maraini

2 commenti:

  1. femminicidio è discriminatorio! Altrimenti bisognerebbe dire "viricidio" per l'uomo (a rischio di essere scambiato con qualcosa sull'eliminazione dei virus, tra l'altro). La parola latina "homo" indica l'essere umano, non il maschio. "Femminicidio" invece è ideologicamente connotato da far paura

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  2. Homo si traduce con UOMO e non crediamo ci siano termini di discussione in merito.
    Homo sapiens indica l'essere unamo... ma anche su questo ci sarebbe da riflettere.
    Inoltre, provando a superare la fase inutilmente polemica e la paura di perdere privilegi, potrebbe essere chiaro che qui la questione e la riflessione va ben oltre la questione del semplice linguaggio

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